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“Minor Issue” e le nuove regole per il riesame delle domande di cittadinanza

Immagine del redattore: Immigration in Italy
Immigration in Italy
18 ago
Tempo di lettura: 2 min

Nuove indicazioni per le pubbliche amministrazioni italiane


La recente sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha introdotto un importante cambiamento nell’interpretazione giuridica della cosiddetta “minor issue”, ponendo fine a un dibattito che si è protratto per molti anni.

A seguito della pronuncia, il Ministero dell’Interno ha predisposto una circolare con l’obiettivo di chiarire alle pubbliche amministrazioni come applicare i principi stabiliti dalla Corte.

Secondo la nuova interpretazione degli articoli 7 e 12 della Legge n. 555/1912, le persone nate all’estero che hanno acquisito la cittadinanza italiana per discendenza e che, allo stesso tempo, possedevano la cittadinanza di un Paese che applica il principio dello ius soli possono conservare la cittadinanza italiana anche nel caso in cui il genitore italiano abbia successivamente acquisito la cittadinanza di un altro Stato quando il figlio era ancora minorenne.

I casi interessati riguardano le naturalizzazioni avvenute tra il 1° luglio 1912 e il 15 agosto 1992.



Cosa succede alle domande precedentemente respinte?


La nuova interpretazione potrebbe avere conseguenze anche per coloro le cui domande di riconoscimento della cittadinanza italiana erano state precedentemente respinte proprio a causa della “minor issue”.

Qualora il diniego fosse fondato esclusivamente sugli articoli 7 e 12 della Legge n. 555/1912, sulla base dell’interpretazione precedentemente adottata dalle autorità e recepita, tra le altre, nella Circolare n. 43347 del 3 ottobre 2024, potrebbe oggi essere possibile chiedere alla pubblica amministrazione competente di riesaminare il caso.

Il riesame dovrà essere effettuato applicando la normativa e il quadro giuridico in vigore al momento della presentazione della domanda originaria.

Questo aspetto assume particolare rilevanza per le domande presentate prima del 27 marzo 2025. In tali casi, le limitazioni introdotte dalla successiva riforma della cittadinanza non dovrebbero essere applicate nel corso del riesame della domanda originaria.

La richiesta di riesame dovrà essere presentata alla stessa autorità che aveva adottato il provvedimento di diniego, anche qualora il richiedente abbia successivamente trasferito la propria residenza in un altro Comune, in un’altra regione o all’estero.



Hai diritto a chiedere il riesame?


Se la tua domanda di cittadinanza italiana è stata respinta sulla base della precedente interpretazione della “minor issue”, oggi potrebbe essere opportuno sottoporre il caso a una nuova valutazione giuridica.

La possibilità di ottenere il riesame dipende da diversi elementi, tra cui la data di presentazione della domanda originaria, la data di naturalizzazione dell’ascendente, l’età del richiedente al momento rilevante e le specifiche motivazioni indicate nel provvedimento di diniego.

Se non sei sicuro che la tua precedente domanda di cittadinanza possa essere riesaminata, possiamo analizzare il tuo caso e verificare se rientra nell’ambito di applicazione della nuova interpretazione.

Il nostro team può inoltre assisterti nella predisposizione della richiesta di riesame e nella successiva procedura davanti all’autorità italiana competente.

 
 
 

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